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1990

Poche note, data la brevità della mia presenza d'insegnante in questo Istituto, ma note essenziali per dire quanto abbia significàto l'ambiente del Liceo al di là della scuola, nel mondo dei giovani e degli adulti. A cominciare dal mio, in quanto, per la fiducia in me riposta dal Preside prof. Gratarola, potei vivere l' esperienza dell'insegnamento della Matematica a metà degli anni sessanta, cui fecero seguito le due ulteriori occasioni, nei primi e negli ultimi anni settanta, come insegnante di Storia e Filosofia.
Occasioni, quindi, con risvolti di vario tipo, tutti improntati alla ricchezza del rapporto umano orientato a costruire valori esistenziali in direzione individuale e sociale.
In tal senso è, per me, certamente di primaria importanza il riferimento a quella Marinella, così brava in matematica, con cui il "problema a più incognite" ha assunto caratteri coniugali ma, insieme a questo, assumono rilevanza i rapporti con i molti studenti, appartenenti al Gruppo Scout di Borgosesia, che già nei primi anni sessanta portavano evidente la traccia dell'insegnamento del prof. Cesare Massa, vercellese, insegnante di Storia e Filosofia, determinante per l'efficacia di stimoli al- l'approfondimento dei valori dell'uomo e del vivere sociale.
Infatti il prof. Massa, che conobbi attraverso i rovers studenti del Liceo, portò nella scuola il tratto dell'amico adulto che instaura rapporti destinati ad essere costruttivi al di là delle aule, col realizzare momenti di formazione umana, personale e comunitaria, durante incontri nella sede scout, e testimonianza di impegno sociale e politico sui percorsi delle Routes del Movimento Internazionale Pax Christi.
Cosicché per me, capo scout ed insegnante, fu senz'altro facile continuare a sviluppare la ricerca e la collaborazione con i giovani all 'interno della scuola e fuori di essa, sulla scorta dell'esempio dell'amico Cesare. Quando, negli anni più vivaci intorno al fatidico '68, anche a Borgosesia si misero in evidenza giovani impegnati a sostenere i valori innovativi della libertà e della solidarietà, ben numerose furono le presenze di studenti e di studentesse del Liceo Scientifico nel Clan Rover, nel Gruppo "Chiesa '70" e in altri che promossero esperienze significanti nell'ambito socioculturale e in quello più spiccatamente politico.
Certamente il mio ripresentarmi al Liceo Scientifico negli anni settanta con il compito di insegnare tematiche storico -filosofiche, nello stesso ruolo di Cesare Massa, mi offrì la possibilità di accentuare i motivi e di ampliare le occasioni per quella ricerca sull'uomo e sulla vicenda umana, che risulta stimolante per i giovani come persone e come individui appartenenti alla comunità politica, in perenne problematicità di assetto.
Pur se i limiti della vicenda scolastica generalmente non permettono di constatare l'evoluzione dell'affermarsi di certi valori di fondo, oggetto di scoperta e di approfondimento da parte dei giovani negli anni del Liceo, tuttavia, fino alla mia ulti- ma esperienza allo Scientifico, una decina di anni fa, ho incontrato persone che hanno accolto con apprezzamento e responsabilità quella gamma di "messaggi" culturali di alto livello che assumono il carattere di proposte da attuare e che richiedono di essere incarnate. E mi capita di incontrare amici studenti di un tempo che conservano da adulti, nello sguardo e nel tratto, i segni di quell"'uomo" delineato insieme a scuola con frammenti del passato e speranze di oggi.
Momenti, aspetti, vicende, persone ben significative, talora anche con la nota struggente del dissolversi della vita in realtà inafferrabili: Paolo Caratti e, come mio fratello Marco, Aurelio Erbetta, dalla montagna al Mistero Trascendente.
Nel quadro complessivo, pur solo abbozzato, non mancano certo i colleghi, validi e simpatici, specie quelli che sono tuttora miei compagni di corso nei frequenti impegni di aggiornamento culturale e metodologico che, perfezionando la competenza, rinsaldano l'amicizia. Persone amiche, con le quali ho la sensazione di essere davvero accomunato nel compito didattico con le analogie e le diversità convergenti dei Licei Classico e Scientifico.
Ecco, mi accorgo che il discorso celebrativo ha il suo pregio, oggi, ma è ancor più un auspicio, anzi, un progetto.

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